Managing Transition

“Managing Transition” di William Bridges

Cosa mi ha insegnato questo libro:

1. Ho imparato la differenza fra Change Management e Transition Management e che il secondo processo riguarda le persone in azienda ed è più complesso del primo.

2. I vostri collaboratori (o anche i vostri partner, se siete imprenditori) possono ritenere razionalmente necessario il Change, ma se non abbracciano la Transition, nulla accadrà, i cambiamenti resteranno sulla carta e i risultati che si otterranno saranno limitati.

3 It’s a terrible thing to look over your shoulder when you are trying to lead and find no one there FRANKLIN DELANO ROOSEVELT

HRevolution Donadio

“HRevolution” di Alessandro Donadio

Cosa mi ha insegnato questo libro:

1. Che – senza saperlo – su di me ho lavorato allo sviluppo delle 3 meta-competenze delle aziende eccellenti: manager coach, sharingness, network

2. Che le aziende eccellenti stanno sviluppando sistemi di valutazione basati su feedback estesi (non solo del capo) e continui (non solo a fine anno)

3. Che le aziende non possono cambiare e trasformarsi se non mettono mano al loro sistema di valutazione dei talenti (non solo il CEO, ma i manager sotto devono possedere le nuove competenze per traghettare l’azienda verso il futuro)

“Competenze e sentimenti” di Angela Gallo

Cosa mi ha insegnato questo libro:

1. Per far crescere le competenze è importante ascoltare e lavorare sulla nostra parte emotiva e sui nostri sentimenti, senza censurarli.

2. Quando un risultato non arriva, pur in presenza di buone capacità, è probabile che ci sia un sentimento distruttivo che sta prendendo il sopravvento. Quando entrano in gioco, i sentimenti distruttivi abbassano notevolmente l’efficacia di esercizio delle competenze, distruggono energie, intelligenze e ricchezze.

3. Sentimento positivo e sentimento distruttivo sono due facce della stessa medaglia: nello sviluppo della nostra persona e della nostra professionalità, penso non ci siano capacità raggiunte per sempre, ma occorre continuamente fare un lavoro su di sé in un percorso di miglioramento continuo.

I libri e l’innovazione #libri – 4 di 4

. Il libro #letturasenzafine di Paolo Costa non solo mi è stato utile per riflettere sui pro e contro del libro digitale, ma ha anche suscitato la mia curiosità nei riguardi dell’innovazione più ampia in atto del mercato librario. Da una ricerca online, ho scoperto che ci sono molteplici progetti di innovazione che ruotano intorno al libro. .…

I libri che ci trasformano #libri – 2 di 4

. Nel post I libri e l’apprendimento continuo ho raccontato l’importanza dei libri di saggistica per la mia formazione continua sul lavoro. Altrettanto importanti, sotto un diverso punto di vista, sono diventate le letture di libri di narrativa o le storie personali/biografie: sono uno strumento fondamentale di riflessione su di me e di conoscenza del mondo…

“Design-Driven Innovation” di Roberto Verganti

Cosa mi ha insegnato questo libro:

1. Chi acquista un prodotto o servizio non compra solo prestazioni tecniche ma innanzitutto un significato, e di conseguenza Innovazione Tecnologica e Innovazione di Significato (Design-Driven) si intrecciano.

2. L’Innovazione Design-Driven non parte da una radiografia dei bisogni del consumatore (approccio user-centered) ma si origina dalla cultura e visione di un uomo/un’azienda che si connette con una rete di Interpreti.

3. Ho scoperto – grazie al modello di Verganti – di essere un Interprete, cioè un ricercatore radicale rivolto al futuro che a partire dalla sua cultura e visione, attraverso una profonda esplorazione della società e della tecnologia, immagina e ricerca continuamente nuovi significati di prodotti e servizi.

“Una risata vi promuoverà” di M. Andreone e R.Cerritelli

Cosa mi ha insegnato questo libro:

1. Conto sulle dita di una mano le persone palesemente dotate di competenza umoristica. Sono persone speciali ed è una fortuna trovarsi a lavorare con loro perché anche nelle situazioni più complesse sono in grado di allentare le tensioni (Non sono necessariamente persone allegre e solari, anzi a volte sono in apparenza il contrario).

2. Io non sono naturalmente dotata di umorismo, ma dal libro ho imparato che questa competenza si può sviluppare e che da una marcia in più in molti ambiti aziendali come la gestione del conflitto, la leadership, il public speaking, …

3. Sotto la parola Umorismo si nascondono significati differenti. L’umorismo interessante da sviluppare è quello che migliora le relazioni e arricchisce tutte le parti coinvolte, favorendo la comunicazione e lo scambio.

significato del lavoro

“Il lavoro che sarai” di Vincenzo Perrone

Cosa mi ha insegnato questo libro:

1. Il passaggio dal mondo della scuola a quello del lavoro è oggi pieno di difficoltà, non diamo per scontato che i ragazzi dai 14 ai 24 anni, nella scelta del loro percorso di studi (scuole superiori, università e poi specialistica), conoscano come funzionano le aziende e le differenze fra i diversi tipi di lavoro, manuale o intellettuale, da dipendente o da imprenditore.

2. Il lavoro ha dentro di sè due anime, da un lato la fatica e dall’altro l’energia che trasforma il mondo e realizza pienamente il nostro essere. Nella tensione fra questi due poli, sta la felicità dell’uomo.